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      <title><![CDATA[InsideMyArtSpace]]></title>
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      <description>Feed per il sito web www.insidemyartspace.it</description>
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<title>www.insidemyartspace.it</title>
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			<title><![CDATA[Gli Artisti di Skill Edition ]]></title>
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					<description><![CDATA[<strong><a href="http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74348&amp;area_stage=1&amp;idarea=103"><img hspace="3" height="47" align="left" width="50" vspace="3" src="/img/upload/image/07_1287415708.jpg" alt="" />Andrea Sampaolo</a><br /><br /><br /><br /><br /><a href="http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74448&amp;idarea=104"><img height="43" align="left" width="100" alt="" src="/img/upload/image/nonluoghi08.jpg" /></a><a href="http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74448&amp;idarea=104">Fabio Adani</a><br /><br /><br /><br /><br /><a href="http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74534&amp;a2_content_id=1280"><img height="60" align="left" width="60" alt="" src="/img/upload/image/1_Vacanze_Romane__Cm_100x100__tecnica_mista_su_tela__2010_.JPG" /></a><a href="http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74534&amp;a2_content_id=1280">Serena Corrao<br /></a><br /><br /><br /><br /><a href="http://www.insideart.eu/index.php?section=news&amp;idNotizia=74593&amp;a2_content_id=1245"><br /><img height="75" align="left" width="100" src="/img/upload/image/In_the_garden_acri.jpg" alt="" />Massimo Falsaci</a><br /><br /><br /><br /><br /><br /><a href="http://www.insideart.eu/index.php?section=news&amp;idNotizia=74733&amp;idarea=44"><br /><img height="73" align="left" width="100" alt="" src="/img/upload/image/due_1300815774.jpg" /> EcoArt Book 2</a><br /><br /><br /><br /><br /><br /><a href="http://www.insideart.eu/index.php?section=news&amp;idNotizia=74995&amp;idarea=104"><br /><img height="117" align="left" width="100" src="/img/upload/image/ok.JPG" alt="" /><br />Stefania Pennacchio</a><br /></strong>]]></description>
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					<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Suggestioni olfattive]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75712</link>
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					<description><![CDATA[<strong>Angelo Orazio Pregoni</strong> &egrave; uno dei venti nasi d&rsquo;Italia. Il creatore di profumi milanese presenta alla Ulisse gallery di Roma quattro inedite fragranze, per omaggiare il lavoro di quattro grandi artisti: Ugo Attardi, Sidival Fila, Gianfranco Goberti e Giorgio Galli. &ldquo;<strong>Perfumance</strong>&rdquo;, il titolo, la dice lunga e l&rsquo;esposizione si configura come una via di mezzo tra la performance e l&rsquo;esperienza olfattiva pura. Un senso troppo sottovalutato oggi, epoca del trionfo dell&rsquo;immagine, che crea un percorso affascinante in cui lo spettatore rimane completamente coinvolto nel passaggio da un&rsquo;ambiente all&rsquo;altro. <br /><br />&ldquo;<strong>Labrazo</strong>&rdquo;, fragranza speziata che interpreta l&rsquo;opera di Attardi, sembra prolungare nelle tre dimensioni la carica erotica degli oli che svelano corpi nudi e danze di tangheri resi con un espressionismo carnale. Sidival Fila, frate francescano nato in Brasile, espone invece opere concettuali intessute a mano dall&rsquo;intonazione primitiva, il cui monocromo sembra tendere all&rsquo;infinito: a queste accorre in soccorso &ldquo;<strong>Lonciale</strong>&rdquo;, profumo fresco e coinvolgente, quasi esperienza mistica. L&rsquo;itinerario prosegue con &ldquo;<strong>Laccordo</strong>&rdquo;, che bene integra il gioco di bianchi e neri di Goberti. Fragranza tonda, chiusa e definita come un cerchio, elegantemente si intona col suo essere dandy a giacche, bottoni e tessuti a righe verticali. Ultima esperienza bisensoriale &egrave; quella proposta da Pregoni per il lavoro di Galli, &ldquo;<strong>Lideale</strong>&rdquo;.<br /><br /> Il linguaggio dell&rsquo;artista romano appare il pi&ugrave; duro e ostico e allo stesso tempo didascalico e ideologico. Le opere di Galli parlano di utopie e materia, in cui l&rsquo;assaggio dell&rsquo;aroma scelto dal creatore descrive in modo incredibilmente preciso ci&ograve; che l&rsquo;artista vuole (e allo stesso tempo non vuole) trasmettere. I supporti su cui &egrave; possibile godere personalmente delle fragranze cambiano di sala in sala: cos&igrave; eleganti coni di iuta, segmenti di spago, frammenti di tessuto, legno bruno e secco sono i profumati souvenir che restano ai visitatori, convinti di trovarsi all&rsquo;interno di un allestimento erede delle suggestioni surrealiste, di quelle che puntavano all&rsquo;esperienza multisensoriale del pubblico. L&rsquo;obiettivo di Pregoni &egrave; stato ampiamente raggiunto, tanto da affermarsi egli stesso come il quinto artista di una collettiva inedita ed assolutamente emozionante.<br /><br />Fino al 27 febbraio<br />Ulisse gallery<br />via dei Due Macelli 82,  Roma<br />Info: <a target="_blank" href="http://www.ulissegallery.com">www.ulissegallery.com</a>]]></description>
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					<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il video della settimana]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75720</link>
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					<description><![CDATA[Una gabbia posizionata in una stanza buia davanti a uno schermo illuminato da un fascio di luce. L&rsquo;osservatore scruta questo oggetto e la sua ombra che invade lo spazio. All&rsquo;inizio un po&rsquo; di timore, poi si accende il gioco. Toccare quella gabbia vuol dire far uscire da essa virtuali uccellini che si librano sullo schermo. &Egrave; come una danza, un invito a interagire con le cose, con l&rsquo;opera. Stupore e divertimento, scambio e creazione estemporanea. La leggerezza si unisce alla delicatezza. La sorpresa coglie impreparati e rende emozioni. Il meccanismo &egrave; celato ma si manifesta con il candore di chi guarda e agisce, di chi interpreta e rimane catturato. La gioia si miscela con il fantastico. La fantasia si esprime con una ingenuit&agrave; adulta. Il proprio corpo diventa protagonista e anima il tutto. &Egrave; la videoinstallazione interattiva <strong>La gabbia</strong> di <strong>Aurorameccanica</strong> nella mostra &quot;Dance me to the end of love&rdquo; alla galleria <strong>Spazio blue</strong> di <strong>Bologna</strong> dove viene presentata anche Dove stiamo andando. Le parole chiave possono essere: danza, degli uccelli, gioco e amore, delle persone che interagiscono. L&rsquo;atto artistico si ammanta di un sentimento di generosit&agrave; nel regalare esperienze emozionali, di un colloquio con chi diventa &ldquo;il protagonista&rdquo; per un attimo, per minuti, ognuno rimanendo sempre al centro del suo personale universo creativo. La curatrice dell&rsquo;esposizione commenta cos&igrave; il lavoro La gabbia: &laquo;Danzare, toccare, e spingere sono le regole del gioco che come per magia, con una spinta lieve, fa fuoriuscire leggiadri uccellini liberi. Danza fino alla fine dell&rsquo;amore e della libert&agrave;; sembrano cinguettare questi ubriachi volatili che rispondono alle stimolazioni dello spettatore. Pennuti che chiedono di essere liberati, di volare pi&ugrave; lontano che possono, desiderano stare insieme e sbattere le ali verso l&rsquo;infinito. Un&rsquo;opera ludica, spiritosa, allegra e magica che nasconde, al buio di una stanza, una riflessione ben precisa, un bisogno di attenzione che va oltre l&rsquo;immagine iniziale oltrepassando la soglia dello stupore preventivo.&raquo; Aurorameccanica &egrave; un collettivo artistico formato da <strong>Carlo Riccobono</strong>, <strong>Roberto Bella</strong> e <strong>Fabio Alvino</strong> che si esprime attraverso videoinstallazioni interattive che pongono interrogativi riferiti alla societ&agrave; contemporanea che si concretizzano con le azioni delle persone. Fino 18 febbraio. Galleria Spazio blue, via Giovan Battista Gandino 3, Bologna. Info: 3393290120; <a href="http://www.spazioblue.it" target="_blank">www.spazioblue.it</a>. <div style="text-align: center;"><strong><br /> GUARDA IL VIDEO<br /> <br /> <iframe width="560" height="315" frameborder="0" src="http://www.youtube.com/embed/-VnThMlzieY" allowfullscreen=""></iframe> <br /> </strong></div>]]></description>
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					<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Provocare per ricreare]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75672</link>
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					<description><![CDATA[<img width="240" height="197" align="left" src="/img/upload/image/_Un_forbidden.jpg" alt="" />I <strong>Gao Brothers</strong> sbarcano a Roma con la mostra &quot;<strong>(Un)forbidden city&quot;, la post-rivoluzione della nuova arte cinese</strong> in allestimento al Macro Testaccio fino al 4 marzo. L&rsquo;esposizione, curata da Simona Rossi e Dominique Lora, si inserisce all&rsquo;interno della<br />Biennale internazionale di cultura Vie della seta che si sta svolgendo nella capitale.<br /><br />Insieme ai Gao Brothers ci saranno le realizzazioni di artisti legati alla cultura &quot;underground&quot; scaturita con i movimenti studenteschi, Lu Feifei, Chang Lei, Wu XiaoJun, Li Xinmo, Shen Ruijun, Installazioni, fotografie, performance e videoarte si uniranno in un&rsquo;esperienza tesa a costruire una nuova identit&agrave;. Provocare per ricreare. <br /><br />All&rsquo;interno dell&rsquo;esperienza proposta da &quot;(Un)forbidden city&quot;, la post-rivoluzione della nuova arte cinese, si colloca la &quot;performance&quot; del 28 gennaio, ore 14 a piazza del Popolo che vedr&agrave; le persone intervenute abbracciarsi tra di loro. &Egrave; il progetto &quot;<strong>The utopia of hugging for 20 minutes</strong>&quot; dei Gao Brothers: nato nel 2000 sulla spiaggia di Jinan, in Cina, l&rsquo;esperienza creata con gli abbracci collettivi si &egrave; spostata in molti luoghi arrivando ora anche in Italia dopo un primo tentativo del 2001 per la 49esima Biennale di Venezia andato in fumo a causa della proibizione del governo cinese di far uscire i due artisti dal paese. Gli esperimenti artistici di Gao Zhen e Gao Qiang pongono al loro centro la contemporanea crisi spirituale vissuta dal genere umano: &ldquo;Mettono in scena le ansie e le paure che caratterizzano la cultura internazionale persa ormai nella volgarit&agrave; culturale della globalizzazione&rdquo; (Yi Ying, World art magazine).<br /><br />I Gao Brothers sono artisti apprezzati a livello internazionale e non amati dal governo cinese con cui pi&ugrave; volte si sono trovati a scontrarsi. Tra gli ultimi contrasti, quello conseguente all&rsquo;esposizione dell&rsquo;opera Miss Mao raffigurante Mao Zedong con due grossi seni e un naso fallico.<br /><br />Fino al 4 marzo<br />Macro Testaccio<br />piazza Orazio Giustiniani 4, Roma<br />Info: <a target="_blank" href="http://www.macro.roma.museum">www.macro.roma.museum</a>]]></description>
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					<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le visioni di Molinaro]]></title>
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					<description><![CDATA[<img width="235" height="353" align="left" src="/img/upload/image/D__Molinaro___The_planet_still_is_here__parte_1____mista_su_carta_intelaiata__cm_22x33_5x3_5_anno_2011.jpg" alt="" />&quot;<strong>The visions all are fled</strong>&quot;, letteralmente &ldquo;le visioni tutte sono fuggite&ldquo;, raccoglie opere di varie dimensioni, dai disegni su carta prevalentemente a china alle carte intelaiate a tecnica mista. Sono le visioni che l&rsquo;artista <strong>Dario Molinaro</strong> cerca di trattenere e ripresentare indagando il rapporto uomo-natura. <br /><br />Molinaro &egrave; un giovane artista pugliese che dopo gli studi conclusi in accademia si &egrave; affacciato al panorama dell&rsquo;arte contemporanea con uno sguardo lucido e presente alle problematiche estetiche e sociali del nostro tempo.  Affascinato dall&rsquo;illustrazione e dai modi tipici della migliore tradizione fumettistica, l&rsquo;artista costruisce il suo lessico visivo sul crocevia di molteplici contaminazioni ed ispirazioni, che dalla cultura pop, passano attraverso le influenze del graffitismo fino ad arrivare alla figurazione pop surrealista di matrice vittoriana. <br /><br />Contaminazioni che traggono impulso non solo dalla storia dell&rsquo;arte ma si arricchiscono di rimandi alla letteratura romantica e illuminista. Nelle opere di Molinaro trapela sempre una certa &ldquo;musicalit&agrave;&rdquo; nella composizione, sia che si tratti delle chine sia che si tratti della grafite o delle tecniche miste. Figure zoomorfe o antropomorfe, elementi naturali o architettonici, si intersecano con elementi numerici o con frasi tratte da testi letterari o da riflessioni personali componendo una rappresentazione che, se da un lato evoca le atmosfere della tradizione incisoria, dall&rsquo;altro indirizza la percezione a un senso mistico ed esoterico. <br /><br />Infatti uno degli aspetti fondanti la potenzialit&agrave; espressiva del lavoro di Molinaro &egrave; proprio la particolare attenzione rivolta ai temi della societ&agrave; del nostro tempo unitamente ad uno stimolo alla riflessione sulle problematiche esistenziali. L&rsquo;artista riesce cos&igrave; a rendere una tecnica comunemente ritenuta &ldquo;minore&rdquo; sia per il supporto (la semplice carta), sia per il mezzo utilizzato, uno strumento di espressione artistica a tutto tondo. Nelle opere dell&rsquo;artista pugliese colpisce subito la cura particolare nella scelta della superficie. Nulla &egrave; casuale. Il tipo di carta la sua grammatura e il colore della stessa sono la base sulla quale l&rsquo;artista interviene con una tecnica mista di china e grafite di durezze diverse. La completa assenza del colore &egrave; compensata da giochi prospettici, un raffinato chiaro scuro e neri decisi. Una stratificazione d&rsquo;immagini con chiari riferimenti all&rsquo;illustrazione al fumetto e alla cultura pop, in un continuo contaminarsi e mischiarsi in perfetto equilibrio.<br /><br />Molinaro segue la tendenza di molti artisti della &ldquo;nuova guardia&rdquo; che si sono riappropriati del disegno. Esigenze espressive di una generazione che lo utilizza e lo interpreta in modi diversi, ma che permette loro di sfogare un bisogno di creativit&agrave; e comunicazione immediata.<br /><br />Fino al 15 febbraio<br />Rivaartecontemporanea <br />via Umberto I 32, Lecce<br />Info: <a href="http://www.rivaartecontemporanea.it" target="_blank">www.rivaartecontemporanea.it</a>]]></description>
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					<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Viaggio nel cosmo]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75694</link>
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					<description><![CDATA[<img width="235" height="235" align="left" src="/img/upload/image/Ivan_Mikhaylov_Playground_13.jpg" alt="" />&laquo;Quando mi videro con la mia tuta spaziale, trascinando il paracadute quando camminavo, iniziarono a indietreggiare impauriti&raquo;, raccont&ograve; il cosmonauta <strong>Jurij Alekseevi&#269; Gagarin</strong>, di quando, subito dopo l&rsquo;atterraggio, venne avvistato da un gruppo di contadini della campagna russa. &laquo;Dissi loro di non spaventarsi, che ero un sovietico come loro, tornato dallo spazio e che doveva trovare un telefono per chiamare Mosca&raquo;. Il popolo russo ci mise pochissimo tempo a superare lo spavento e ad acclamare Gagarin, che il 12 aprile 1961 fu il primo uomo a volare nello spazio, issandolo al rango di eroe nazionale. <br /><br />Mezzo secolo dopo la gloriosa missione della navicella Vostock 1, nell&rsquo;ambito del programma di scambio 2011, anno della lingua e della cultura italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia, il museo d&rsquo;arte contemporanea del Castello di Rivoli celebra il mito di Gagarin e del viaggio nel cosmo attraverso una mostra realizzata in collaborazione con il Multimedia art museum di Mosca. <br /><br />&quot;<strong>Russian cosmos</strong>&quot; &ndash; questo il titolo della rassegna allestita al terzo piano del castello, con la curatela di <strong>Olga Sviblova</strong> &ndash; raccoglie una ricca collezione di testimonianze artistiche, scientifiche e cinematografiche della fascinazione che diverse generazioni di russi hanno provato, e tuttora provano, nei confronti dell&rsquo;impresa dell&rsquo;eroe spaziale e dello spazio siderale in genere. Si parte dai disegni degli scienziati Tsiolkovsky e Korolyov, che gettarono le basi delle indagini scientifiche che portarono alla progettazione delle prima astronavi, alle strutture geometriche dei suprematisti di inizio Novecento, tra i quali spiccano quelle Kazimir Malevi&#269;, passando per le fotografie della serie &ldquo;From the playground&rdquo;, in cui Ivan Mikhailov restituisce una sorta di catalogo visivo dal fascino surreale delle strutture ispirate alle navicelle spaziali che &egrave; possibile trovare nei parchi giochi per bambini, fino all&rsquo;ultima sala, che &egrave; un vero e proprio inno al grande eroe Jurij Gagarin, riproposto attraverso le rappresentazioni pi&ugrave; svariate, uno dei pochi miti sopravvissuti alla caduta del regime comunista.<br /><br />Fino al 26 febbraio<br />Castello di Rivoli<br />piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (Torino)<br />Info: <a target="_blank" href="http://www.castellodirivoli.org">www.castellodirivoli.org</a><br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
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					<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un funambolo della creatività]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75726</link>
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					<description><![CDATA[<strong><img width="200" height="203" align="left" src="/img/upload/image/Riflessioni_2011_Tecnica_mista_e_ferro_cor_ten_su_tela_cm_20x20_2.jpg" alt="" />Enrico Benetta </strong>&egrave; un funambolo in bilico tra tradizione e avanguardia. La sua personale inaugura il 3 febbraio in una sede d&rsquo;eccezione: la <strong>biblioteca Angelica di Roma</strong>, che mette a disposizione i suoi spazi al giovane artista trevigiano per l&rsquo;esposizione di 25 opere, in collaborazione con la prestigiosa galleria Russo di Roma. Non &egrave; casuale la scelta della &quot;location&quot;, cos&igrave; che le creazioni di Benetta possano trovarsi immerse tra fiumi di lettere, antichi codici e manoscritti. La sua recente produzione si concentra infatti quasi esclusivamente sulla rielaborazione e interpretazione dei simboli calligrafici: &laquo;Voglio privare i caratteri tipografici del loro significato intrinseco perch&eacute; ognuno possa attribuire il senso che preferisce, e questo &ndash; spiega l&rsquo;artista &ndash; deve avvenire nel silenzio, nel raccoglimento, lontano dal frastuono che ha fatto esplodere le parole&raquo;.<br /><br />Da qualche tempo il carattere tipografico Bodoni lo ha affascinato e rapito in una sorta di monomania, costringendolo all&rsquo;esplorazione di ogni meandro dello storico rapporto tra linguaggio e pittura.Le opere di Benetta parlano di passato e presente, di trascendenza e di concretezza: &laquo;Voglio che dalle opere traspaia quel saper fare italiano, artistico e artigianale, che dal Rinascimento &egrave; sinonimo di eleganza e armonia &ndash; spiega ancora Benetta &ndash; la mia arte &egrave; certo contemporanea, ma sono presenti echi classici nel colore, nell&rsquo;accostamento tra figura e sfondo, nella ripresa dello sfumato leonardesco. Riguardo all&rsquo;aspetto tipografico, non dimentichiamoci poi che Venezia &egrave; stata uno dei maggiori centri della stampa occidentale&raquo;. L&rsquo;estrema eleganza, che allo stesso tempo risulta essere anche arte della comunicazione, &egrave; resa grazie alla plasticit&agrave; dei manufatti monocromi che non possono non incantare lo spettatore in un gioco di luci metallico in dissolvenza.<br /><br />Un&rsquo;operazione insolita e generosa, quella della biblioteca Angelica, che spalanca le porte all&rsquo;arte contemporanea e al pubblico giovane, e che inaugura proprio con Lettere, alfabeti, grafie di Enrico Benetta una serie di esposizioni ed aperture straordinarie per permettere l&rsquo;intersezione a vari livelli dei linguaggi del presente, con un occhio sempre al passato.<br /><br />Fino al 25 febbraio <br />Biblioteca Angelica, Galleria Angelica<br />via di Sant&rsquo;Agostino 11,  Roma<br />Info: <a target="_blank" href="http://www.biblioangelica.it">www.biblioangelica.it</a>]]></description>
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					<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[La magia di Hugo Cabret]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75732</link>
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					<description><![CDATA[<img width="180" height="258" align="left" src="/img/upload/image/cabret2.jpg" alt="" />(Quasi) quota 50: &egrave; il numero di pellicole dirette da <strong>Martin Scorsese</strong>, fresco di Golden globe come migliore regista (un premio che nelle sue mani appare ancora pi&ugrave; banalizzato: forse certi autori, fuori classe per natura, dovrebbero restare fuori anche dalle competizioni), nelle sale con <strong>Hugo Cabret</strong> e al lavoro su un alquanto misterioso Sinatra (con Leonardo Di Caprio) e sull&rsquo;annunciato &quot;Silence&quot; (storia di preti gesuiti in Giappone nel diciassettesimo secolo interpretata da Daniel Day-Lewis, Benicio Del Toro and Gael Garc&iacute;a Bernal). <br /><br />Primo film girato in 3d dell&rsquo;autore di &quot;Taxi driver&quot; e &quot;Mean streets&quot;, Hugo Cabret &egrave; tratto dal romanzo illustrato<strong> La straordinaria invenzione di Hugo Cabret </strong>(scritto da Brian Selznick), trasformato in sceneggiatura da John Logan (Il gladiatore, &quot;The aviator&quot;). Il nostro Dante Ferretti firma le scenografie che fanno da sfondo alla vicenda. <br /><br />Siamo a Parigi negli anni Trenta. Hugo Cabret (cui d&agrave; il volto <strong>Asa Butterfiled</strong>, gi&agrave; visto nel Bambino con il pigiama a righe) &egrave; un ragazzino, orfano. Quando l&rsquo;unico suo parente &ndash; uno zio &ndash; muore, Hugo &egrave; costretto a mettersi a rubare per continuare a vivere. Al centro della storia un robot giocattolo, un tempo appartenuto al padre del protagonista, che muove la dimensione magica della pellicola. Ricco il cast: <strong>Jude Law</strong> (eXistenZ, Il talento di Mr. Ripley, Closer), <strong>Sacha Baron Cohen</strong> (Borat, Bruno), <strong>Ben Kingsley</strong> (Ghandhi, Oliver Twist). Alla fotografia e al montaggio, rispettivamente, gli storici collaboratori di Scorsese: Robert Richardson e Thelma Shoonmaker.]]></description>
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					<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:24:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una melancolia simbolica]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75670</link>
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					<description><![CDATA[<strong>Andrea Galvani </strong>&egrave; un fotografo italiano riconosciuto a livello internazionale. Nato a Verona nel 1973, lavora e vive fra Milano e New York.&nbsp;&Egrave; stato protagonista lo scorso anno di uno &ldquo;scandalo&rdquo; conseguente il suo rifiuto a partecipare alla Biennale di Venezia di Vittorio Sgarbi insieme ad altri tre artisti:  Luisa Rabbia, Francesco Simeti e Andrea Mastrovito. <br /><br />Il suo lavoro si contraddistingue per l&rsquo;uso del simbolo che contestualizza attraverso la storia. Appassionato di scienza, molto di questa vastissima area di conoscenza trapela dalle sue opere. Caratteristica: &ldquo;osare&rdquo; attraverso il mezzo fotografico nel conseguente uso di diversi linguaggi. &quot;<strong>Melancholy is not enough</strong>&quot;, personale di Galvani al <strong>Pavillon Unicredit </strong>di <strong>Bucarest</strong>, analizza il sentimento della malinconia attraverso la concettualizzazione dell&rsquo;immagine. <br /><br />Lo stato mentale si apre a riflessioni e interpretazioni. L&rsquo;artista &egrave; presente in collezioni di livello internazionale in Europa, Cina, Giappone, Australia, Brasile e Stati Uniti. Insegna Linguaggio fotografico e storia della fotografia contemporanea all&rsquo;accademia Carrara di Belle arti di Bergamo dal 2006. Ha vinto il Location one New York residency program per l&rsquo;anno 2008-2009. Molte le pubblicazioni in cui &egrave; presente fra cui Sembianze-La fotografia tra realt&agrave; e apparenza di Roberto Maggiori e Italo Zannier (edito da Editrice Quinlan), &quot;Rewriting world&quot; di Nikolai Molok (edito dall&rsquo;Istituto di arte contemporanea di Mosca), &quot;Fragments from nowhere&quot; di Stefano Romano (edito da Silvana Editoriale). Mentre interamente a Galvani &egrave; dedicato &quot;Four works&quot; di Nora Lawrence (edito da Artists Wanted and Aperture foundation). &quot;Melancholy is not enough&quot; &egrave; supportata da Pavilion, giornale di politica e cultura. <br /><br />Fino al 19 febbraio<br /> Pavilion Unicredit&nbsp;<br />bd. Nicolae Titulescu 1 (piata Victoriei) Bucarest, Romania<br /> Info: <a target="_blank" href="http://www.pavilionunicredit.ro">www.pavilionunicredit.ro</a>]]></description>
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					<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Reboani: «La materia della modernità»]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75706</link>
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					<description><![CDATA[<img width="245" height="204" align="left" src="/img/upload/image/reboani1_1327665467.jpg" alt="" />&ldquo;<strong>Must have</strong>&rdquo;, la personale di<strong> Marcello Reboani </strong>ospite della galleria La Nuvola di Roma, sta riscontrando uno straordinario successo. La critica, il pubblico e i collezionisti hanno accolto l&rsquo;artista romano con tanto affetto che il finissage, posticipato di venti giorni, &egrave; previsto intorno al 20 febbraio. Reboani, che poco ama parlare di s&eacute;, ha concesso ad Inside Art un&rsquo;esclusiva intervista in cui racconta della sua vita, della sua arte e dei progetti futuri.<br /><br /><strong>Con &ldquo;Must have&rdquo; hai proposto al pubblico monumenti alle icone di lusso dell&rsquo;ultimo secolo realizzati con materiale di recupero. Il tuo &egrave; un intento &ldquo;ambientalista&rdquo; o semplicemente l&rsquo;uso di un mezzo per realizzare al meglio la tua poetica?</strong><br />&laquo;Di certo da parte mia c&rsquo;&egrave; un manifesto interesse nei confronti della natura, oltre alla voglia di sensibilizzare l&rsquo;uditorio verso certi temi, primo tra tutti il rispetto dell&rsquo;ambiente. Tutto questo &egrave; ben celato dietro l&rsquo;operazione di rivalutazione di materiali &ldquo;poveri&rdquo;, cos&igrave; che resti appannaggio di chi non si ferma all&rsquo;apparenza&raquo;.<br /><br /><strong>Tra borsette firmate, bevande cult e farmaci trovano posto anche i tuoi planetari. Questi sono influenza dell&rsquo;arte povera di Alighiero Boetti o per te rappresentano qualcosa di preciso?</strong><br />&laquo;Sicuramente c&rsquo;&egrave; l&rsquo;influenza di Boetti ma anche di Mario Ceroli e di tutti gli artisti che si sono confrontati con questo tipo d&rsquo;immagine. Fanno parte anche del mio trascorso personale: sono un omaggio alle carte nautiche dei miei viaggi in barca a vela. Nei mesi di navigazione nell&rsquo;Oceano Indiano ho maneggiato fascinose carte segnate da rotte e numeretti. Inoltre si pu&ograve; notare che i miei planisferi non hanno alcuna distinzione politica o fisica: non mi piace racchiudere entro margini gli stati, che vorrei invece fossero rappresentati come liberi e indistinti. Sono convinto che tra pochi decenni nel mondo faremo tutti parte di una stessa razza, a cosa serve delimitare i confini?&raquo;.<br /><br /><strong>Nasci in una stagione artisticamente feconda, in cui ti sei confrontato con grandi nomi, tra cui Toti Scialoja, Mario Schifano, Mario Ceroli, Pino Pascali. </strong><strong>Hai mai avuto un rapporto di scambio e d&rsquo;influenza con qualche artista in particolare?</strong><br />&laquo;Il rapporto di amicizia che mi ha legato e che mi lega a Mario Ceroli ha fatto s&igrave; che all&rsquo;inizio della mia produzione l&rsquo;influenza della sua arte si riflettesse nelle mie opere, e anche se ci siamo occupati di linguaggi diversi il comune denominatore &egrave; il legno. Il legno &egrave; il primo materiale con cui gli artisti materici si trovano a confrontarsi per la sua massima duttilit&agrave;, e per me l&rsquo;approccio agli altri materiali &egrave; stato un passaggio successivo&raquo;.<br /><br /><strong>Com&rsquo;&egrave; avvenuta l&rsquo;evoluzione dalle pittura di grandi tele a olio alla realizzazione degli &quot;assemblage&quot; che ti distinguono oggi nella scena artistica italiana?</strong><br />&laquo;&Egrave; stato un passaggio molto naturale e dai grandi oli mi sono ritrovato prima a dipingere il legno, poi a tagliarlo e infine ad assemblarlo. Il contatto con grandi pannelli di legno &egrave; comunque precoce nella mia vicenda: mi sono laureato all&rsquo;Accademia delle Belle srti in scenografia e i miei primi lavori pubblici sono stati le scenografie dei fondali per il concerto del Primo maggio di Roma quando la regia era affidata a Cesare Pierleoni. In quelle occasioni facevo una sorta di &quot;street art&quot;: grandi graffiti ogni volta diversi per l&rsquo;artista che saliva sul palco. Non tornerei indietro, non lascerei mai pi&ugrave; il piacere della manipolazione della materia, anche se non mi dispiacerebbe, in un futuro, organizzare una personale dei miei oli&raquo;.<br /><br /><strong>I tuoi ritratti sono realizzati con una tecnica molto particolare che li rende essenziali e di grande impatto emozionale: puoi chiarire il processo tecnico della loro produzione?</strong><br />&laquo;Dalla fotografia prendo i tratti principali del viso dei soggetti ed elimino tutto ci&ograve; che ritengo  superfluo. I materiali variano ogni volta, anche in base alla libert&agrave; che il committente mi lascia. Quando posso sbizzarrirmi mi capita di utilizzare elementi inconsueti, come ad esempio per il ritratto di Steve Jobs, realizzato con bottoni, bulloni e oggetti con cui ho voluto omaggiare la sua modernit&agrave;&raquo;.<br /><strong><br />Quali sono i progetti per il futuro?</strong><br />&laquo;Parlando con Melissa Proietti, curatrice di ogni mia esposizione e instancabile collaboratrice, &egrave; balzata fuori l&rsquo;idea di una mostra dei progetti cartacei dei &quot;Must have&quot;, i disegni preparatori alla base delle opere materiche e dei loro bozzetti. E in un futuro prossimo ci piacerebbe realizzare qualcosa di ancora pi&ugrave; ambizioso: una personale di ritratti materici delle venti donne pi&ugrave; carismatiche del nostro secolo&raquo;.<br /><br />&ldquo;Must have&rdquo;<br />Fino al 20 febbraio<br />Galleria La Nuvola<br />via Margutta 51/a-61/a,  Roma<br />Info: <a href="http://www.gallerialanuvola.it" target="_blank">www.gallerialanuvola.it</a>]]></description>
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					<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rapporti pericolosi]]></title>
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					<description><![CDATA[<img width="235" height="320" align="left" src="/img/upload/image/20111201_1776_2_LOVERRS_FUCKERRS_retro_installazione_video.jpg" alt="" />Nelle opere di <strong>Ivana Spinelli</strong> il corpo della donna &egrave; il pretesto per parlare di altro: &egrave; la prospettiva da cui si osserva la dimensione politica e sociale delle relazioni interpersonali e dei rapporti filtrati dai mezzi di comunicazione. La galleria Oltre Dimore di Bologna dedica la personale dal titolo &quot;Loverrs/Fuckerrs&quot; all'artista di Ascoli Piceno (che da anni vive a Berlino). <br /><br />Un approccio critico, ma non freddo, caratterizza la mostra. Un atteggiamento estetico che trasmette senso di partecipazione rispetto al tema, grazie a una profonda immersione da parte dell'artista nell'immaginario proposto dai media, rielaborato come riflesso mentale ed emozionale di una impressione visivia. Ivana Spinelli definisce &quot;Loverrs/Fuckerrs&quot; &laquo;un piccolo teatro a immersione. Una narrazione che non parte dall&rsquo;inizio ma forse dal mezzo. Gare di resistenza, lotte, uccisioni, senza ombra di dolore, appaiono solo per sfuggire allo sguardo. Azioni grandissime e invisibili, sorrisi lancinanti, baci impraticabili. Break on through to the other side&raquo;.<br /><br />In occasione della mostra &egrave; pubblicato un catalogo con un testo del curatore Raffaele Gavarro e verr&agrave; presentato il volume &quot;Global sisters (The contradictions of love)&quot;, edito dalla casa editrice Revolver di Berlino.<br /><br />Fino al 3 marzo 2012<br />Galleria Oltre Dimore <br />piazza San Giovanni in Monte 7, Bologna]]></description>
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					<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Diario di un poeta]]></title>
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					<description><![CDATA[<img width="235" height="176" align="left" src="/img/upload/image/tonino_guerra.jpg" alt="" />A Pordenone si &egrave; aperto il pi&ugrave; grande progetto espositivo mai realizzato in precedenza su <strong>Tonino Guerra</strong>, poeta, romanziere, sceneggiatore, pittore e scultore di Santarcangelo di Romagna. A ospitare l&rsquo;evento, intitolato <strong>Diario di un poeta</strong>, sono gli spazi della Galleria d&rsquo;arte moderna Armando Pizzinato, a cura di Michela Canzian e Marco Minuz. <br /><br /> Guerra, noto per aver collaborato in veste di sceneggiatore con registi di fama mondiale come Fellini, Antonioni, Tarkovskij, Taviani, Anghelopolus, &egrave; altres&igrave; un artista eclettico che nella sua poliedricit&agrave; ha dato vita ad acquerelli, pastelli, dipinti, affreschi, sculture, ceramiche, libri d&rsquo;artista e grafiche. Le opere in mostra sono un centinaio, accostate ad alcuni suoi testi poetici, per mettere in risalto il profondo legame che legano le parole alla sua produzione artistica. <br /><br />L'anziano autore si presenta al pubblico per mezzo di un messaggio video anche se il progetto &egrave; stato dettato, per filo e per segno, dalla sua genialit&agrave; e supportato dall&rsquo;associazione Tonino Guerra di Pennabilli. L&rsquo;esposizione si deve leggere proprio come fosse il diario di un poeta, come un&rsquo;opportunit&agrave; di volare nell&rsquo;aria, di sentirsi liberi nella brevit&agrave; di un incontro magico. Questo evento &egrave; accompagnato da una serie di appuntamenti collaterali che vanno dal cinema, alla musica e alla poesia. Inoltre conferenze e laboratori non tarderanno a coinvolgere il pubblico. <br /><br />Fino al 26 febbraio<br />viale Dante 33, Pordenone<br /> Info: 0434523780-392935; <a target="_blank" href="http://www.artemodernapordenone.it">www.artemodernapordenone.it</a>]]></description>
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					<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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