Cepollaro, da strato a strato

Milano, una mostra fra poemetti e pittura a Sant'Ambrogio

di Valentina Cavera | 29 gennaio 2010

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Parole che perdono il proprio significato per divenire segno, colori che si stemperano, si amalgamano, si sciolgono a lettere dell’alfabeto, che una dietro l’altra, percorrono, come fossero scompartimenti di un treno, un viaggio del tutto singolare: quello di Biagio Cepollaro. Le direzioni sono sempre due, in fondo. Come scrive Cepollaro in un suo testo poetico: «Pare che due siano i versanti, i lati combacianti di ogni bocca: l’opera stesa tra la festa della sua vita solitaria e l’attesa del suo svolgersi nel mondo».

Leggendo le opere pittoriche dell'artista si evince che nel suo animo vive un creativo capace di rompere il limite del consueto. Nasce nel 1959 a Napoli, una terra ricca di fermento e passionalità. Si laurea in filosofia e si dedica alla stesura di testi poetici e alla fusione d’essi con le arti visive. Fino al 31 gennaio la sua mostra sarà aperta all’Oratorium passionis, all’interno della Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano: ventuno opere accompagnate da ventuno poemetti editi dalla casa editrice Camera verde, in un clima antico ma tendente al contemporaneo. All’inaugurazione era presente anche Italo Testa, filosofo e poeta, che ha già collaborato con l’artista durante la mostra fatta al Laboratorio delle arti di Piacenza.

Info: www.cepollaro.it