Se disegni una chitarra e quella finisce a tracolla di un monumento del rock come Lou Reed, allora forse devi farti qualche domanda sul tuo mestiere di designer. Prenderlo come un segno, insomma, e vedere se, metti caso, non vada a intersecarsi con un’altra anima che potresti nascondere, quella di cantautore. Magari parcheggiata nell’ombra mentre abbozzavi bicchieri, zainetti Invicta e ciotole per cani. «Più o meno è così che è andata – attacca Lorenzo Palmeri, creativo alle prese con uno spericolato salto discografico – una storia molto semplice: già ai tempi dell’università, mentre studiavo architettura, me la vedevo con la composizione e realizzavo colonne sonore per il teatro. Poi naturalmente è arrivata l’ambizione verso un lavoro più rotondo, la cui gestazione è iniziata sei anni fa». Palmeri appartiene a quella generazione di post battiatiani, chiamiamoli così, cresciuti a pane e spigolosità. Che hanno insomma sposato un nuovo paradigma compositivo della forma canzone contemporanea: nessuna paura del termine antipatico, metrica messa a dura prova e al contempo grande attenzione all’allucinogena ciclicità del pezzo. Insomma: canzoni che dicono qualcosa – e spesso qualcosa di sostanzioso, prendi Precario o Il lato assolato – anni luce dagli italioti sole, cuore e amore. Roba a cui servono un po’ di ascolti, che sembra leggera e invece alza il velo. Che poi il maestro catanese partecipi al disco con un cameo, nella stupenda Qualsiasi spinta, è davvero un caso: «D’altronde anche il titolo, Preparativi per la pioggia, risponde in parte a quel duplice e ambiguo approccio compositivo battezzato da Battiato: mi rifaccio per esempio al concetto di società liquida partorito dal sociologo Zigmunt Bauman. Nei miei pezzi metto questa calma apparente della quiete prima della tempesta». Una sorta di si salvi chi può, insomma. Fra “i progressi della scienza dentro il vuoto culturale nel disastro artistico e spirituale” e un mondo tragicomico in cui “precario non è un santo ma, senz’altro, sarà santo subito”.
Tutto chiaro, o quasi. Rimane però la domanda più scomoda: perché mai un designer dovrebbe impugnare un microfono? Non sarebbe meglio che ognuno facesse (possibilmente bene) il suo lavoro? «Su questo potremmo aprire un dibattito di anni – risponde Palmeri – se ci pensi bene, ciascuno di noi si occupa di attività diverse nel corso della giornata: anche l’operaio che cerca di capire come si pagano le tasse studia un linguaggio che non gli appartiene. Lo stesso faccio io, con l’aggiunta che fra musica e disegno ci sono un sacco di passaggi in comune».
IL DISCO
Preparativi per la pioggia
Il disco di Lorenzo Palmeri (Milano, 3 maggio 1968) è prodotto dalla Nun Flower di Alessandro Giusto e distribuito da Edel. Conta la partecipazione di Franco Battiato e la collaborazione di Saturnino al basso e di alcuni tra i maggiori designer italiani per la curiosa parte grafica del booklet (fra questi Paolo Ulian, Giulio Iacchetti, Marco Ferreri e Joevelluto). Il lavoro è prodotto da Livio Magnini e fra le altre collaborazioni figurano anche Andy (che come Magnini è membro dei Bluvertigo), Elio Marchesini, Davide Ferrario e Tibe. Info: www.lpalmeri.it.





