Sottili, duplici, continue, nascoste, inventate. Le città, sosteneva lo scrittore Italo Calvino nell’immaginario dialogo tra Marco Polo e l’imperatore dei Tartari Kublai Khan, sono un insieme di tante cose. Luoghi di scambio che fondono e confondono linguaggi, merci, parole, ricordi e desideri. Città invisibili le sue, nate tra le pieghe di quelle moderne città invivibili che in questo 2010, fuori dei mondi di carta, si ripensano vivibili e più che mai visibili tra gli stand di “Better city, better life”, expo universale 2010 di Shanghai. Dichiarata “success story” insieme ad altre cinquantanove città selezionate nel mondo tra centinaia di candidate, Bologna partecipa alla grande kermesse metropolitana cinese, come “modello di pratiche virtuose” per creatività, innovazione tecnologica, trasformazioni urbanistiche e inclusione sociale. Così, in uno spazio espositivo di 400 mq nell’area “urban best practices”, il genio italico della città emiliana si racconta nello stile innovativo del progetto polisensoriale e multimediale (“infotainment city”) di Antonio Mastrorocco: «Dal punto di vista della rappresentazione estetica – dice il creativo – ho scelto di raccontare le origini medievali della città tramite strutture che citano elementi architettonici tipici di Bologna, come i portici, la pavimentazione, le torri, le porte. Dal punto di vista concettuale e contenutistico, poi, tali strutture sono state pensate come installazioni interattive multimediali e polisensoriali. Questo “concept” produce ciò che definisco “experience design”, nel quale per la creazione di un evento speciale si genera interazione».
L’area espositiva, infatti, si presenta non solo come mix di strutture architettoniche ma anche come gioco dinamico di videoambienti, allestimenti interattivi e proiezioni sensibili. Vere e proprie installazioni artistiche che invadono totalmente ogni superficie, in uno spazio composto di sei aree tematiche che vanno dalla torre medioevale simbolo storico della città alla piazza simbolo urbanistico della cultura italiana, passando per i portici e le vie di porfido, ciottoli, sampietrini del centro a cavallo di una bicicletta, qui virtuale, mezzo di trasporto per eccellenza del bolognese doc. Un’immersione olografica nelle atmosfere del capoluogo emiliano che coniuga passato remoto e futuro prossimo, nel cuore di una Shanghai che vuole mettere a confronto diverse esperienze di sviluppo urbanistico, come traino verso un futuro globale sostenibile dell’habitat umano. Dal primo maggio al 31 ottobre più di duecento partner internazionali, oltre 20mila eventi culturali nei 184 giorni che vedranno l’incontro di oltre 70 milioni di visitatori nel cuore del moderno Oriente.
L’ARTISTA
Bolognese d’adozione
Antonio Mastrorocco, nato ad Acquaviva delle Fonti (Ba) il 18 luglio 1957, barese trapiantato a Bologna, artista poliedrico, multimediale e concettuale, è stato fotografo, scenografo, regista e sceneggiatore. Da anni creativo pubblicitario, si occupa oggi con il suo gruppo Consorzio creativo library di eventi di comunicazione in ambito fashion e design. I suoi interventi spaziano da installazioni multimediali polisensoriali a progetti di “guerriglia store”, da happening interattivi a eventi speciali sperimentali. Info: www.consorziolibrary.com.





